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CIN per gli affitti brevi a Milano: come ottenerlo passo-passo, tempi e sanzioni

Aggiornato il 2026-07-06

Aggiornato al 6 luglio 2026. Il CIN (Codice Identificativo Nazionale) è obbligatorio per ogni unità destinata a locazione breve o turistica e si richiede sul portale BDSR del Ministero del Turismo (bdsr.ministeroturismo.gov.it), dal titolare o dal property manager con delega. A Milano, però, c'è un passaggio in più che quasi tutte le guide saltano: in Lombardia la BDSR dialoga con la banca dati regionale, quindi prima serve il CIR (il codice regionale, generato tramite l'applicativo Ross1000 dopo la comunicazione di inizio attività al Comune), poi si ottiene il CIN. Il CIN non sostituisce il CIR: i due codici convivono e vanno indicati entrambi negli annunci.

Base normativa: art. 13-ter del D.L. 145/2023, convertito con L. 191/2023. Senza CIN la sanzione va da 800 a 8.000 € per unità; la mancata esposizione all'esterno dello stabile o la mancata indicazione negli annunci costa da 500 a 5.000 € per unità, con rimozione dell'annuncio irregolare. Questa pagina spiega la procedura reale per Milano/Lombardia, i tempi, dove va esposto il codice e cosa cambia nel 2026.

Cos'è il CIN e a chi serve

Il CIN è il codice identificativo nazionale che il Ministero del Turismo assegna a ogni immobile o struttura destinati all'ospitalità: locazioni brevi, locazioni turistiche, case e appartamenti per vacanze (CAV), B&B, affittacamere e strutture ricettive. Serve a censire in un'unica Banca Dati Strutture Ricettive (BDSR) tutto ciò che viene affittato per soggiorni brevi in Italia, e a rendere riconoscibili gli annunci sui portali.

L'obbligo riguarda tutte le unità che affitti per periodi brevi, anche se lo fai da privato, senza partita IVA, e anche una sola casa. La BDSR è operativa a livello nazionale dal 3 settembre 2024; il regime è diventato obbligatorio dal 2 novembre 2024 e le sanzioni si applicano dall'inizio del 2025 (l'avviso del Ministero del Turismo del 22 ottobre 2024 fissa la prima applicazione tra il 1° e il 2 gennaio 2025 — la data va letta sull'avviso originale). In pratica, nel 2026, affittare a Milano senza CIN significa essere già dentro il perimetro sanzionabile.

A Milano il CIN non basta: prima il CIR, poi il CIN (la procedura reale)

È l'errore più comune di chi cerca "come richiedere il CIN" e trova una guida scritta per una regione senza codice regionale. In Lombardia la BDSR nazionale interopera con la banca dati regionale: per ottenere il CIN devi essere già presente nel sistema regionale con un CIR (Codice Identificativo Regionale). La sequenza corretta per un immobile a Milano è questa.

Passo 1 — Comunicazione al Comune e CIR tramite Ross1000

Per una locazione turistica a Milano (contratto ≤ 30 giorni, fuori dall'esercizio d'impresa) si presenta una CIA (Comunicazione di Inizio Attività) al SUAP del Comune di Milano: non è una SCIA, che riguarda altre tipologie ricettive. Dopo la comunicazione, l'immobile viene registrato nell'applicativo regionale Ross1000 (l'ex Turismo5, stesso adempimento) e ottiene il CIR. Ross1000 è lo stesso portale con cui, ogni mese, comunicherai i flussi turistici (arrivi e presenze), adempimento distinto e aggiuntivo rispetto ad Alloggiati Web della Questura.

Se invece gestisci una CAV (struttura ricettiva non alberghiera, art. 26 l.r. Lombardia 27/2015) valgono requisiti tecnici propri e, per la CAV non imprenditoriale, l'obbligo di chiudere almeno 90 giorni l'anno: la classificazione dell'immobile va decisa prima di avviare la pratica.

Passo 2 — Richiesta del CIN sulla BDSR

Con il CIR già attivo, accedi al portale BDSR del Ministero del Turismo (bdsr.ministeroturismo.gov.it) con identità digitale (SPID o CIE), verifichi o completi i dati della struttura che il sistema recupera dalla banca dati regionale, dichiari i requisiti richiesti e ottieni il CIN per quella specifica unità. Ogni unità immobiliare ha il suo CIN: se gestisci più appartamenti, ne richiedi uno per ciascuno.

In questo passaggio il sistema chiede anche di attestare i requisiti di sicurezza collegati al CIN (art. 13-ter, comma 7): ogni unità in locazione breve deve avere rilevatori di gas combustibili e di monossido di carbonio funzionanti ed estintori portatili a norma. Non è un dettaglio formale: la loro assenza è sanzionata da 600 a 6.000 € per violazione, a prescindere dal CIN.

Quanto tempo ci vuole per ottenere il CIN

Il rilascio del CIN sulla BDSR, quando i dati regionali sono già corretti e completi, è sostanzialmente immediato o di pochi giorni: è un'assegnazione automatica a valle della verifica dei dati. Il tempo reale, a Milano, lo determina il passo a monte — ottenere il CIR: bisogna prima presentare la CIA al SUAP ed essere censiti su Ross1000. Se l'immobile è già registrato in Lombardia con CIR attivo, il CIN arriva in tempi brevi; se parti da zero (immobile mai dichiarato), il collo di bottiglia è la pratica comunale e la registrazione regionale, non la BDSR.

Regola pratica: non ragionare sul "quanto ci vuole il CIN" in isolamento, ma sul percorso completo CIA → CIR → CIN. Chi pubblica l'annuncio prima di aver chiuso tutta la catena rischia le sanzioni sull'esposizione e sull'annuncio (vedi sotto), non solo quella sull'attività.

Il CIN sostituisce il CIR lombardo? No: convivono

È la domanda che genera più confusione, e la risposta è netta: il CIN non sostituisce il CIR. Sono due codici con due funzioni diverse, rilasciati da due enti diversi:

CIR (Codice Identificativo Regionale)CIN (Codice Identificativo Nazionale)
Chi lo rilasciaRegione Lombardia (tramite Ross1000)Ministero del Turismo (tramite BDSR)
Da quandoObbligo negli annunci in Lombardia dal 1/11/2018 (l.r. 27/2015)Regime obbligatorio dal 2/11/2024, sanzioni dal 2025
A cosa serveCensimento regionale e comunicazione flussi turistici (Ross1000/ISTAT)Censimento nazionale unico e riconoscibilità sui portali
Va negli annunci?

In Lombardia, quindi, negli annunci vanno indicati entrambi: prima il CIR (già obbligatorio dal 2018), ora anche il CIN. Non è una duplicazione da eliminare: è la conseguenza del fatto che il CIN si appoggia alla registrazione regionale preesistente.

Dove va esposto e indicato il CIN

Due obblighi separati, entrambi sanzionati:

La sanzione per la mancata esposizione o mancata indicazione negli annunci va da 500 a 5.000 € per unità, con rimozione immediata dell'annuncio irregolare. È una sanzione diversa e cumulabile rispetto a quella per l'assenza del CIN: puoi avere il CIN e prendere comunque la multa se non lo esponi o non lo scrivi nell'annuncio.

Cosa rischi senza CIN

Le sanzioni dell'art. 13-ter (commi 8-9) sono due, e vanno tenute distinte perché colpiscono comportamenti diversi:

ViolazioneSanzione (per unità)Conseguenza aggiuntiva
Locazione/attività senza CIN800 – 8.000 €
Mancata esposizione all'esterno o mancata indicazione negli annunci500 – 5.000 €Rimozione immediata dell'annuncio
Requisiti di sicurezza assenti (rilevatori gas/CO, estintori)600 – 6.000 €

La vigilanza è affidata ai Comuni, tramite la polizia locale. Attenzione a due errori diffusi da evitare: il CIN non ha un unico range "da 500 a 8.000 €" (si stanno sommando due sanzioni diverse); e il possesso del CIN non sana un eventuale divieto condominiale agli affitti brevi — sono piani indipendenti, uno amministrativo e uno civilistico.

Le due novità del 2026 da conoscere

Il quadro 2026 aggiunge due obblighi collegati al CIN:

Sul fronte numerico, il CIN è ormai capillare: l'ultimo dato ufficiale solido parla di oltre 370.000 CIN rilasciati a dicembre 2024 (fonte: Ministero del Turismo, BDSR), con l'adesione cresciuta ulteriormente lungo il 2025-2026. In altre parole, non averlo nel 2026 è l'eccezione, non la regola.

Delega al property manager: chi lo richiede al posto tuo

Il CIN può essere richiesto dal titolare dell'immobile oppure dal property manager con delega. Per chi affitta da Milano ma non è sul posto, o gestisce più unità, delegare la catena completa — CIA al SUAP, CIR su Ross1000, CIN sulla BDSR, esposizione conforme, indicazione negli annunci — è il modo più sicuro per non perdere per strada un adempimento e ridurre sensibilmente il rischio di dimenticare un passaggio.

Per gli immobili che gestiamo a Milano, SmartStay segue l'intera pratica: verifichiamo la classificazione corretta dell'unità (locazione turistica o CAV), curiamo la comunicazione al Comune e la registrazione regionale, otteniamo il CIN, gestiamo esposizione e indicazione negli annunci in modo conforme, e teniamo allineati CIR e CIN su tutti i canali. Al proprietario resta il rendiconto, non la coda allo sportello. Se vuoi capire come funziona il servizio completo, parti dalla pagina per i proprietari o prenota una call di 15 minuti dai contatti.

Domande frequenti

Come si richiede il CIN e quanto tempo ci vuole?

Il CIN si richiede sul portale BDSR del Ministero del Turismo (bdsr.ministeroturismo.gov.it), accedendo con SPID o CIE. A Milano serve prima il CIR: si presenta la CIA al SUAP del Comune, l'immobile viene registrato su Ross1000 e ottiene il codice regionale; con il CIR attivo, il rilascio del CIN sulla BDSR è di pochi giorni o immediato. Il tempo reale dipende quindi dal passo a monte (CIA e CIR), non dalla BDSR. Il CIN può richiederlo il titolare o il property manager con delega.

Cosa rischio se affitto senza CIN a Milano?

La locazione senza CIN è sanzionata da 800 a 8.000 € per unità (art. 13-ter D.L. 145/2023). È una sanzione distinta da quella, da 500 a 5.000 €, per la mancata esposizione del codice o la sua mancata indicazione negli annunci, che comporta anche la rimozione immediata dell'annuncio irregolare. La vigilanza spetta ai Comuni tramite la polizia locale. Dal 20 maggio 2026, inoltre, le piattaforme non possono pubblicare annunci senza un CIN valido.

Il CIN sostituisce il CIR lombardo?

No. Il CIN (nazionale, rilasciato dal Ministero del Turismo) e il CIR (regionale, rilasciato dalla Lombardia tramite Ross1000) sono due codici distinti che convivono. In Lombardia il CIR è obbligatorio negli annunci dal 2018; ora, in aggiunta, va indicato anche il CIN. Anzi, in Lombardia il CIR è il presupposto: senza registrazione regionale non ottieni il CIN. Negli annunci vanno riportati entrambi.

Devo esporre il CIN fuori dallo stabile?

Sì. Il CIN va esposto all'esterno dell'immobile destinato alla locazione e indicato in ogni annuncio, su qualsiasi portale. La mancata esposizione o indicazione è sanzionata da 500 a 5.000 € per unità, con rimozione dell'annuncio. Nei condomìni l'esposizione va gestita nel rispetto del regolamento condominiale e, a Milano, delle regole comunali sugli elementi affacciati su spazio pubblico: va fatta in modo conforme, non con una soluzione improvvisata.

Serve il CIN anche per una sola casa affittata da privato?

Sì. L'obbligo del CIN riguarda tutte le unità destinate a locazione breve o turistica, comprese quelle gestite da privati senza partita IVA e anche una singola casa. Non ci sono soglie minime: se la affitti per soggiorni brevi, ti serve il CIN, oltre — in Lombardia — al CIR e agli adempimenti di sicurezza (rilevatori di gas e monossido, estintori).

Dove va indicato il CIN nella dichiarazione dei redditi?

Dal Modello 730/2026 e dal Redditi PF 2026 (redditi 2025) il CIN va riportato in dichiarazione, nei quadri dedicati agli immobili locati per finalità brevi/turistiche. È bene averlo già assegnato per tempo: è uno dei dati richiesti in fase di compilazione. Per la parte fiscale collegata (ritenuta 21%, Certificazione Unica, DAC7) vedi la pagina dedicata su cosa vede il fisco e cosa fare in dichiarazione.

Il property manager può richiedere il CIN al posto mio?

Sì: il CIN può essere richiesto dal titolare o dal property manager con delega. Delegare conviene soprattutto a chi non è a Milano o gestisce più unità, perché la richiesta del CIN è solo l'ultimo anello di una catena (CIA al SUAP → CIR su Ross1000 → CIN sulla BDSR → esposizione → indicazione negli annunci): basta saltarne uno per esporsi a una sanzione. Un gestore segue l'intero percorso e tiene CIR e CIN allineati su tutti i canali.

Cosa cambia dal 20 maggio 2026 con il regolamento europeo?

Dal 20 maggio 2026 è pienamente applicabile il Regolamento (UE) 2024/1028: le piattaforme di prenotazione devono verificare il numero di registrazione degli annunci (in Italia il CIN) e trasmettere dati mensili di attività. La conseguenza pratica è che un annuncio senza CIN valido non è pubblicabile: senza codice non si tratta più solo di rischiare una multa, ma di non poter mettere online l'immobile.

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Contenuto a scopo informativo, aggiornato alla data indicata; non sostituisce la consulenza di un professionista. Le norme citate possono cambiare: verifica sempre il tuo caso specifico.